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Baba Sissoko "Mediterranean Blues"

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Bamako Jazz Tour

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Bamako Jazz Tour

BAMAKO JAZZ TOUR
Nasce da un'idea di Baba Sissoko e Arci Solidarietà Reggio Emilia, in collaborazione con Arci.
Il tour ha lo scopo di raccogliere fondi e promuovere il progetto Bamako Jazz, ovvero la realizzazione a Bamako in Mali di un centro per giovani musicisti.
Il ricavato delle serate, durante le quali saranno coinvolti ospiti e artisti, andrà interamente devoluto al progetto; Baba Sissoko si esibirà gratuitamente.

BABA SISSOKO
Baba Sissoko è un musicista maliano griot e polistrumentista, uno dei maggiori esponenti di musica etnica e jazz, da anni impegnato nella diffusione della tradizione musicale del Mali in ambito internazionale.
Da tempo collabora con diversi musicisti (Dee Dee Bridgewater, Art Ensemble of Chicago, Omar Sosa, Enzo Avitabile...) che, a partire dall'approccio tradizionale del jazz, hanno spostato la loro ricerca verso le radici più pure, riscoprendo le origini africane di tutta la "musica nera": blues, jazz e soul.
Nel 2018 è stato premiato come migliore musicista jazz africano.

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Copertina Djelibit

 

Il 18 Ottobre 2016 è stato pubblicato l'album "Djelibit" progetto musicale che unisce Baba Sissoko e Nicodemo con la collaborazione delle Lilies On Mars. Il disco è prodotto da XXXV Label e IRMA Records con edizioni Music MarketMateriali Musicali ed è un risultato che rappresenta qualcosa di raro e affascinante: l'incontro tra il continente africano e la cultura europea, passando dal Mediterraneo, elemento a cui tutto il disco rende omaggio. Mediterraneo che un tempo era simbolo di vita e scambio fra culture diverse, oggi ci rivela una triste e drammatica altra faccia della medaglia che ormai è una costante nella nostra cronaca fatta di quasi quotidiane "tragedie del mare". 

Baba Sissoko, polistrumentista griot maliano noto per aver contaminato il jazz con la musica nera, insieme a Nicodemo (produttore discografico attivo nella ricerca musicale) e Lilies On Mars (duo italiano femminile alt techno/shoegaze trasferitosi a Londra) riesce a dar vita ad un genere che mescola la tradizione africana con l'elettronica fino a creare ritmi technotribalizzanti. Le nove tracce dell'album sono un percorso che ha come tema l'incontro fra i due continenti e trasmettono il desiserio di rivivere il Mediterraneo come un luogo di scambio, unione e speranza per nuovi dialoghi e identità culturali. "Djelibit" cerca quindi di superare e ammorbidire barriere che oggi non trovano più un senso. L'idea di ponte, incontro e fusione fra i due continenti non è solo data dall'unione di musiche differenti ma è anche rappresentata dal titolo dell'album poichè la parola raffigura il legame tra il mondo etinico di Baba Sissoko (Djeli) e l’unità di misura della modernità occidentale (Bit). Nel disco sono presenti anche le rivoluzionarie declamazioni del poeta del Bronx Jack Hirschman (nel brano “Djallo Djallo”) e la tromba soul di Gabriele Stotuti (in “Djuku Malolà” e “Wori Ko”).

L'uscita dell'album è stata anticipata a giugno dal video "Dje Gnua Gna" diretto da Luigi Marmo. Nel video il tempo rallenta e si contrappone a sonorità e ritmi piuttosto frenetici, inoltre sono presenti riferimenti simbolici (il tavolo è il Mediterraneo, Baba Sissoko è l'Africa e Nicodemo è l'Europa) che fanno da sfondo ad un inevitabile rapporto con l'altro (gioco di specchi tra gli artisti) visto come incontro o conflitto, ma con il desiderio che non sia più l'insieme di drammatici avvenimenti. 

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